Elsinòre mi fai morì d’amore (1996)

Prima rappresentazione al teatro della scuola «Custer de Nobili» il 6-12-1997. (Compagnia «La Combriccola» diretta da Lido Fambrini).

La vicenda si svolge nell’immediato dopoguerra, quando da noi c’erano ancora i soldati americani d’occupazione, ed ha come protagonisti appunto un militare yankee ma di origine porcarese, una prosperosa contadinella rubacuori, un’altra bella campagnola ambiziosa e intraprendente, una ragazzina ficcanaso e guastafeste, un giovanotto colpito al cuore e... al cervello dal mal d’amore e due genitori che si danno da fare per non farsi scappare una fortuna che sta per scendere dal cielo, un cielo... a stelle e strisce.

Una vivace presa in giro e un paradosso dell’Amore, dove si dipingono in chiave caricaturale e farsesca gli atteggiamenti melodrammatici degli amanti.

L’autore sembra aver fatto suo un giudizio dei Machiavelli nel prologo alla «Clizia» che dice:

 «Volendo dilettare, è necessario muovere li spettatori a riso, il che non si può fare mantenendo il parlare grave e severo, perché le parole che fanno ridere sono sciocche o iniuriose o amorose. È necessario pertanto rappresentare persone sciocche, malediche o innamorate, e perciò quelle comedie che sono piene di queste tre qualità di parole sono piene di risa, quelle che ne mancano non trovano chi con il ridere le accompagni.»

(dal dépliant di sala)

 

dai giornali...

«Il Tirreno» del 10 dicembre 1997.

«La Nazione» dell’11 dicembre 1997.

«La Nazione» del 22 febbraio 1998: il titolo, e la trascrizione del testo.

 Un folto pubblico e tanti applausi hanno decretato il successo della commedia di Giacomo Paolini «Elsinòre mi fai morì d’amore» in vernacolo lucchese, rappresentata domenica al teatro dei Rassicurati di Montecarlo dalla compagnia «La Combriccola». Una rappresentazione pregevole per un’opera divertente, dove si fa la caricatura dell’amore o meglio di certi atteggiamenti degli amanti, suggestiva come una fotografia ingiallita di cinquant’anni fa. Bravi gli attori, con un Paolo Francesconi esilarante nella parte dell’innamorato uscito fuor di senno; un Lido Fambrini che ha fatto sfoggio del suo consumato mestiere nel ruolo del contadino lucchese di una volta; una Sara Allegrini, la moglie, puntuale e incisiva, l’unica con la testa sulle spalle nel generale folleggiamento dei personaggi. Vivacissime Michela Paterni e Barbara Salvetti nelle vesti delle due innamorate che, a suon di colpi di lingua magistrali si contendono il «porcarotto-americano» di Sacramento, cui ha dato vita un Maurizio Allegrini che ha riscosso la simpatia di un pubblico interessato ed attento conferendo alla commedia un tocco di grande spontaneità. Serrata e precisa la regia di Lido Fambrini.

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