Il Locandiero (2000)
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Prima rappresentazione al teatro dei Rassicurati di Montecarlo il 7
maggio 2000. (Compagnia «Invicta» diretta da Cataldo Fambrini). |

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Costretta dalle difficoltà
economiche, una famiglia di contadini decide di tentare l’avventura
dell’agriturismo, e per loro diventa giocoforza conciliare il vecchio
mestiere con quello improvvisato di locandieri. Gelosi del loro «nido» e della
loro risevatezza, si vedono invadere la casa dai vacanzieri cittadini, così
diversi per tradizione, usi e costumi, e questo produce
situazioni imbarazzanti, ricche di comicità ed ironia. La spiccata varietà dei
caratteri si estrinseca ora in chiave patetica ora
grottesca ora buffa, conferendo al lavoro un colore e una vivacità che lo
rende godibile dall’inizio alla fine; anche grazie al dialetto, contrapposto
dai contadini all’italiano degli agrituristi, che dà luogo a dialoghi pieni
di mordente. Già, il dialetto... Se una
volta la gente era condannata a parlarlo per ignoranza, oggi, per dirla con
Umberto Eco, «il dialetto è una scelta e un arricchimento culturale, e deve
rimanere come elemento di identità, con tutte le
sfumature e le capacità espressive di cui la tradizione lo ha arricchito nel
secoli.» (dal dépliant di sala al teatro dei Rassicurati) |

dai giornali...

«Il Tirreno» del 15
maggio 2000: il titolo, e la trascrizione del testo.
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MONTECARLO. Un grande
successo ha riscosso il nuovo lavoro di Giacomo Paolini «Il locandiero»,
tenuto a battesimo al teatro dei Rassicurati di Montecarlo alla presenza di
un folto pubblico che ha seguito la divertentissima commedia con molto
interesse, gratificando la compagnia Invicta con convinti e ripetuti applausi
a scena aperta, conclusi con una lunga ovazione
finale. Commedia che possiamo definire in vernacolo a metà, perché buona parte
dei personaggi si esprime in altri diversi linguaggi. Un premio meritato per il regista Cataldo
Fambrini, l’autore Paolini e i bravi attori che hanno fatto rivivere con grande vivacità e realismo le fasi di una vicenda che ha
per sfondo un tema originale e di attualità come l’agriturismo. Argomento crediamo trattato per la prima volta in un’opera teatrale.
Il contrasto tra il vecchio mondo della nostra campagna e quello sofisticato e vacuo dei vacanzieri cittadini che senza
troppi complimenti invadono la privacy e la riservatezza di una simpatica
famiglia contadina, viene qui esasperato al massimo, creando situazioni e
atteggiamenti paradossali con scene molto espressive e colorite, ricche di
una spiccata e inesauribile comicità. Non mancano le scene d’amore che sempre
s’intrecciano durante la villeggiatura, come non manca la presenza teutonica,
anche questa immancabile e invadente in tempo di turismo, impersonata da un
indovinatissimo personaggio tutto da scoprire, ingrediente principale di un miscuglio
molto sapido e piccante. Il tutto espresso quasi sempre
in tono caricaturale, e con abbondante dose d’ironia. Questi gli attori:
Piero Severi, Arnaldo Iacopetti, Roberta Lencioni, Franco Ferrigno, Maria
Baccei, Valentina Iacopetti, Simonetta Bianchi,
Samuele Tognarelli, Claudia Fambrini. Una citazione anche per i collaboratori Laura Sesti e Maria Rosa Paolini. |

«Il Tirreno» del 5 giugno 2000.

«Il Tirreno» del 22 marzo 2001.

«Il Tirreno» del 28 marzo
2001: il titolo, e la trascrizione del testo.
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... È stata una serata divertentissima e festosa,
con un pubblico interessato che ha seguito la fatica degli attori con calore
e simpatia, prodigo di applausi a scena aperta,
frammisti a risate ad ognuna delle mille battute espresse per la maggior
parte nel nostro colorito vernacolo, ma anche in linguaggi dagli accenti
diversi: tipo il meneghino, per non parlare di un italiano sui generis
inventato da un esilarante turista teutonico. Questo miscuglio di accenti linguistici costituisce uno dei punti di forza
della pièce, creando a non finire equivoci e situazioni ricche di humour. Un premio meritato per il
regista Cataldo Fambrini, l’autore Paolini e i bravi attori che hanno fatto
rivivere con vivacità e realismo le fasi di una vicenda che ha per sfondo
l’agriturismo. Argomento trattato per la prima volta in
un’opera teatrale. Il contrasto fra il vecchio mondo della nostra campagna e
quello sofisticato e vacuo dei vacanzieri cittadini,
che senza troppi complimenti invadono la privacy e la riservatezza di una
simpatica famiglia contadina, viene esasperato al massimo, creando situazioni
e atteggiamenti paradossali, con scene molto espressive e vivaci, ricche di
una spiccata comicità. Non mancano le scene d’amore che sempre s’intrecciano
durante la villeggiatura, come non manca la presenza tedesca, anche questa
puntuale e invadente in tempo di turismo, impersonata da un indovinatissimo
personaggio tutto da scoprire, ingrediente principale di un miscuglio sapido
e piccante. Il tutto espresso quasi sempre
in tono caricaturale, e con abbondante dose d’ironia. Gli attori della compagnia Invicta sono Piero Severi, Arnaldo Iacopetti, Roberta Lencioni, Giulio
Carli, Maria Baccei, Valentina Iacopetti, Giuseppe Lencioni, Antonietta De
Benedictis, Simonetta Bianchi, Samuele Tognarelli, Claudia Fambrini. |