Sfollati (1993)
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Prima rappresentazione al Teatro dei Rassicurati di
Montecarlo il 9 giugno 1995.
(Compagnia «Invicta» diretta da Cataldo Fambrini). |

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La commedia è
ambientata nel periodo dell’occupazione tedesca, e precisamente nell’estate
del 1944, quando molta gente abbandonava le proprie case per sfuggire ai
pericoli della guerra, andando a rifugiarsi in luoghi più sicuri. Essa narra le
vicende di un gruppo di loro, ospiti di una famiglia di contadini in un
piccolo paese di collina, un insieme di persone
estremamente eterogeneo e strano, la cui convivenza si rivela
problematica e ricca di momenti comicamente imbarazzanti, con personaggi ben
delineati nei loro caratteri, ora patetici ora ridicoli ora grotteschi, che
risaltano a tutto tondo in un insieme movimentato e con molte situazioni
imprevedibili. Questi personaggi,
che a tratti ricordano alcuni tipi della commedia dell’arte, vivono con
spigliatezza, vivacità ed umorismo più o meno involontario, i pericoli sempre
incombenti di quel particolare momento storico, e seppure oppressi
dalle ansie e dalle paure che accomunano tutti, non per questo rinunciano ai
loro privati amori, gelosie, pettegolezzi, appetiti e manie, sfoderando nei
momenti drammatici l’antica astuzia del contadino dagli scarponi grossi e dal
cervello fino, che riesce a mettere nel sacco chi vuole giocargli qualche
tiro mancino. (dal dépliant di sala al Teatro del
Giglio) |

dai giornali...
«La Nazione» del 2-9-1995:
il titolo, e la trascrizione del testo.
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Un grande successo
ha riscosso giovedì sera nel parco di Villa Bottini, la nuova commedia di
Giacomo Paolini «Sfollati», messa in scena dal gruppo teatrale Invicta nell’ambito della rassegna di «Amateatro», per la regia di Cataldo Fambrini.
Per la nostra città si è trattato di
una novità assoluta e il folto pubblico presente era
curioso di vedere all’opera la compagnia che ha fatto parlare di sé per la
tournée in America dello scorso novembre. Le aspettative
non sono andate deluse e convinti scrosci di applausi a scena aperta hanno
punteggiato la rappresentazione dall’inizio alla fine. Un testo ben scritto, in un linguaggio
vivace e scoppiettante, reso più saporito dal nostro vernacolo, pieno di trovate
grottesche e spiritose, e allusioni piccanti ma mai gratuite, si è prestato
ottimamente per mettere in risalto la bravura degli attori. La commedia, che rievoca l’ultimo
periodo dell’occupazione tedesca, narra le vicende di un gruppo di sfollati nella
casa di un contadino che si è in tal modo
trasformata in una specie di pensione sui generis. La descrizione dei
caratteri di quegli ospiti estemporanei, e dei padroni di casa, fatta in
maniera convincente ed efficace dall’autore, viene
messa ancor più in risalto dagli interpreti, che si sono ben immedesimati nei
personaggi, rappresentandone al meglio le stranezze, i vizi, i difetti, i
contrasti, gli amori e le gelosie, le paure e gli entusiasmi con uno standard
di recitazione al di sopra di una nota verso il caricaturale e il farsesco,
che però lascia sempre intravedere un sottofondo di solidarietà umana che
animava la nostra gente in quei drammatici momenti. Situazioni
paradossali e imbarazzanti e colpi di scena al momento giusto hanno fatto il
resto, contribuendo a creare momenti di suspense e di divertimento
esilarante, che hanno accentuato ancor più il ritmo
sostenuto che il regista è riuscito ad imprimere. Ci sembra giusto accomunare
tutti gli attori: i padroni di casa Angelo Menchetti
(Vittorio), Antonietta De Benedictis (Emma), Paolo Bicocchi (Gianni). Gli sfollati:
Samuele Tognarelli (Gennaro), Simonetta Bianchi
(Amelia), Valentina Iacopetti (Mirella), Piero Severi (Professore), Claudia Fambrini (Gelsomina),
Roberta Lencioni (Erminda), Maria
Baccei (Bruna). Il soldato, Arnaldo Iacopetti. E i collaboratori, Maria Rosa Paolini (assistente alla regia), Viviana Lenzini e Laura Sesti (trucco), Cristina Severi
(costumi), Claudio Lencioni
e Alvaro Romani (scene). (da «La
Nazione» del 2 settembre 1995) |
Sotto, ritaglio de «Il Tirreno» del 24-4-1996.